L’orologio, uno degli accessori più fashion e funzionali di sempre e chi è nel business degli orologi sa bene che oggigiorno bisogna unire il look alla praticità se si vuole restare competitivi.

Ma come fanno i grandi brand a progettare i loro modelli in modo che siano belli, funzionali e duraturi senza costare un occhio della testa?

Lo abbiamo chiesto ai ragazzi di Trendhim, che da anni ormai dominano il mercato europeo degli accessori da uomo anche grazie alle loro collezioni di orologi. In particolare andremo a vedere come si avvalgono della stampa 3D per pianificare e perfezionare i loro orologi in modo più efficiente e rispettoso dell’ambiente.

 Partiamo.

Prime bozze

L’ispirazione per una nuova collezione può venire davvero da qualsiasi fonte. Ad esempio, per gli orologi Orbis abbiamo semplicemente chiesto agli amanti dell’outdoor cosa cercano in un orologio, per poi valutare come tali caratteristiche possano andare a braccetto con un look accattivante e adatto anche alla vita di tutti i giorni così come alle occasioni speciali. La versatilità era il focus di questo progetto.

Si parte da dei bozzetti su carta e si pensa a come trasformarli in realtà: vogliamo un cinturino in pelle per renderlo più comodo, forse meglio l’acciaio inossidabile per un pubblico che punta alla durevolezza? Ma non verrà fuori troppo pesante così?

I nostri designer si occupano già da ora di digitalizzare le prime bozze ed è qui che iniziamo a guardare ai dettagli, tipo corona e lancette. Molti non fanno così.

Dagli schizzi si evince quasi sempre che dovremo valutare campioni diversi prima di procedere. A questo punto contattiamo il nostro fornitore per ordinare modelli diversi in quanto a dimensioni e altre caratteristiche, così da poter effettuare dei test sul campo.

Questa è una fase che prende davvero molto tempo, perché cambiare un particolare influenzerà anche tutto il resto, ma c’è poco da fare. O fai così o trovi delle scorciatoie, ma a quel punto non verrai mai fuori con un prodotto che si distinguerà dalla massa.

Una volta stabiliti tutti gli aspetti importanti, è ora del campionamento in 3D.

Stampa 3d e nuove modifiche

Forse la fase più divertente… Le bozze si trasformano in veri e propri disegni tecnici che prenderanno forma grazie alla stampa in 3D. È qui che ci concentriamo su quelle sottigliezze che rendono davvero unico un orologio, come le lancette, le finiture o la scelta della qualità della pelle da utilizzare. Curioso come un l’impressione che ti dà un layout cambi quando lo vedi nella realtà rispetto alla bozza su carta.

La stampa in 3D per noi è una manna dal cielo:  produrre ogni pezzo avrebbe dei costi allucinanti. Per non parlare dello spreco di materiali. Inoltre con la visuale in 3D veniamo spesso fuori con nuove idee, come nel caso della collezione Orbis, il cui nome ci è proprio venuto in mente durante la prima visione delle stampe.

 Ma i vantaggi dell’usare le stampe in 3D non finiscono qui. Giusto per citarne alcuni:

  1. Più versatilità: i metodi di design e progettazione tradizionali sono molto più restrittivi.
  2. Velocità: stampare un orologio in 3D può richiedere qualche ora, mentre commissionare la produzione di un nuovo pezzo non impiegherà mai meno di qualche giorno. Questo vale anche per la fase di design, che può essere velocizzata tramite l’uso di file CAD o STL pronti alla stampa.
  3. Costi ridotti: oltre al minor spreco di risorse e soldi per la produzione dei campioni, stampare in 3D ci permette di azzerare i costi di trasporto di tali campioni. Chi si appoggia a dei fornitori in Cina sa di cosa parliamo…

Detto questo, non si tratta di un lavoro facile, tutt’altro, perché se vuoi puntare in alto non puoi certo accontentarti di usare delle dime già pronte (ne trovi a pacchi in rete) o avvalerti di un software di disegno CAD non professionale.

Produzione dei campioni

Una volta finito il lavoro di progettazione tramite le stampe 3D è ora di passare alla realizzazione vera e propria dei primi campioni. Creiamo delle schede prodotto che indicano dimensioni, immagini e materiali, e le inviamo al produttore.

I primi campioni riservano quasi sempre delle sorprese ed è qui che ci accorgiamo una volta per tutte di cosa può funzionare e cosa no. Un classico, la chiusura dei bracciali che risulta troppo grande o troppo piccola.

Mai e poi mai ci accontentiamo e quindi si riparte con il secondo round di modifiche. Si tratta di un metodo di sviluppo “incrementale”, molto caro in particolare agli sviluppatori di software, ma che ben si addice anche alla creazione di gioielli e orologi, dato che ci permette di identificare ogni piccolo difetto prima che arrivi al cliente e l’implementazione della stampa in 3D rende l’intero processo più sostenibile sia finanziariamente che dal punto di vista ecologico.


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar