L’HTTP, ossia il protocollo di trasferimento di un ipertesto, è uno dei protocolli più importanti per far funzionare scambi ed interazioni online, ossia all’interno di Internet. È fondamentale per diversi aspetti e senza lo stesso risulta praticamente impossibile accedere alle pagine web, o effettuare molte altre attività.

Nel corso degli anni è stato aggiornato in una tipologia più moderna e performante. Risulta in ogni caso uno dei protocolli più utilizzati ed è quindi importante conoscerlo alla perfezione. Essendo ormai da anni un concreto punto di riferimento nel settore abbiamo deciso di approfondire, strutturando questa chiara e semplice guida, adatta a tutte le tipologie di lettori.

Cos’è l’HTTP?

L’HTTP è un protocollo specifico che contiene regole ed istruzioni ben definite, per garantire una perfetta comunicabilità ed interazione fra diverse macchine collegate su una rete. L’acronimo inglese sta letteralmente per HyperText Transfer Protocol ed il sistema non fa alcun uso della crittografia (contrariamente dal protocollo HTTPS, che scopriremo a seguire). È indispensabile per la visione di contenuti web (in altri termini di pagine di siti), tramite tutti i principali browser mondiali, come ad esempio Firefox, Safari, Chrome e così via.

Fin dalla sua nascita, il protocollo HTTP si è dimostrato altamente efficiente per lo scambio delle informazioni e dei dati sul web. Contrariamente da protocolli più macchinosi ed arcaici (si pensi ad esempio al protocollo FTP), garantisce collegamenti stateless. Ciò si traduce in un minor carico ed in un minor peso sia sul client che sul server. Una soluzione che ha garantito per anni miliardi di dati in circolazione e l’apertura di pagine web in modo efficace ed efficiente, soprattutto per gli standard dei primi anni di utilizzo.

Come funziona l’HTTP

Arrivati a questo punto, è possibile scendere nel dettaglio ed approfondire il funzionamento dell’HTTP. Per fare ciò è bene partire da un aspetto importante, ossia la presenza dei client e dei server. Il client è semplicemente il nostro smartphone dotato di connessione ad Internet, oppure il nostro computer. Il server, può invece immaginarsi come un dispositivo che permette ad un sito, o ad un applicativo che si basa sul web, di funzionare alla perfezione. Quando un sito non risulta raggiungibile, il più delle volte si tratta di un malfunzionamento del server.

A permettere una comunicazione diretta è proprio il protocollo HTTP, che si basa sulle cosiddette richieste (dette anche request). Il messaggio di richiesta viene successivamente elaborato ed il server invia un segnale di ritorno, ossia una risposta. Presentiamo in modo schematico la richiesta HTTP:

  • la request line, con informazioni sul sistema HTTP da utilizzare;
  • l’header, che può ad esempio indicare quale URL bisogna raggiungere;
  • una riga vuota con due caratteri di carriage return;
  • il body, ossia il corpo del messaggio.

Le sigle che possono essere individuate nella riga di richiesta possono invece variare: HEAD (che ordina di leggere le informazioni dell’header), POST (per ordinare le segnalazioni di info dal server al client), o GET (per ordinare l’ottenimento del contenuto cercato, come ad esempio una pagina web nel suo complesso).

Il messaggio di risposta HTTP si basa invece su:

  • la riga di stato;
  • l’header;
  • la riga vuota, con i caratteri CRLF;
  • il corpo, ossia il body.

A cosa serve l’HTTP

Compreso sotto l’aspetto tecnico su cosa si basa l’HTTP e le due fasi di invio di richiesta ed ottenimento della risposta, è ora possibile proporre un esempio pratico per capire a cosa serva. Si potrebbe ad esempio considerare una request HTTP al sito alfa.com, mediante una request di tipo GET. Una possibile risposta potrebbe a questo punto vedere una serie diversa di header di risposta. Nella risposta ogni riga può contenere un’informazione differente. È ad esempio possibile individuare la dimensione html della pagina, la data, così come gli status. Per lo status, se la prima cifra è un 2, allora la richiesta è stata eseguita con successo. Se la cifra è 301, allora si tratterà di una richiesta di indirizzamento. Se la prima cifra è un 4 o un 5, allora sono sicuramente presenti degli errori HTTP (del client, se 404 e del server, se 502).

HTTP vs HTTPS

Giunti al termine del nostro esposto, è bene aprire un piccolo approfondimento sulla differenza fra il protocollo HTTP ed il protocollo HTTPS. Lo stesso può semplicemente considerarsi una versione aggiornata del primo, con specifiche caratteristiche distintive.

In linea generale, sotto l’aspetto visivo non cambia assolutamente nulla. Le pagine web vengono viste in modo identico dall’utente sia che si tratti di HTTP che di HTTPS. La differenza è ovviamente interna, poiché il protocollo HTTPS è protetto da crittografia, risultando così potenzialmente più sicuro. Per fare un esempio, in una comunicazione di login (ad esempio sul sito Facebook) la richiesta con HTTP sarebbe composta da username e password reali. Con l’HTTPS, il tutto sarebbe crittografato con un codice, risultando molto più protetto.

Categorie: Internet

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