In questo articolo vediamo insieme la definizione di azienda, di quali siano le principali tipologie e dei fattori utili per considerare un’azienda di successo.

Cos’è un’azienda

Un’azienda è un’organizzazione economica di persone e di beni, finalizzata alla produzione di ricchezza, cioè ai beni o servizi destinati al soddisfacimento, diretto o indiretto dei bisogni umani.

L’azienda è composta da:

  • bisogni (infiniti): esigenze di ogni umano che devono essere soddisfatte attraverso un bene. Sono evoluti come l’uomo si è evoluto nel corso della storia;
  • beni (finiti), in alcuni casi nascono prima del bisogno;
  • attività economica che produce dei beni.

Si parla di attività economica perché deve essere svolta dall’imprenditore nel modo più efficiente possibile, ovvero il massimo risultato deve essere ottenuto con il minimo sforzo. Quindi, è obiettivo dell’imprenditore fare in modo di sprecare meno risorse possibili (in alcuni casi è anche possibile adottare il riciclo). Inoltre, l’imprenditore:

  • si deve approvvigionare di diversi fattori produttivi;
  • creare utilità con i fattori produttivi ottenuti;
  • mettere in vendita l’utilità creata e promuoverla verso utenti target disposti a pagare per averla.

I soggetti che costituiscono l’azienda sono di due tipi:

  • Il soggetto giuridico è la persona nel cui nome l’attività aziendale è esercitata e al quale sono riferiti i diritti e gli obblighi che nascono dalla costituzione dell’azienda e dal suo esercizio;
  • Il soggetto economico, invece, è colui che prende le decisioni: cosa produrre? Come produrre? Per chi produrre?

Aziende di erogazione vs aziende di produzione

Le aziende di erogazione, le quali hanno elevato contenuto sociale, non hanno come obiettivo il guadagno, ma piuttosto quello di agevolare alcune categorie di soggetti. Sono considerate aziende di erogazione, le aziende di volontariato, dette anche no profit. Il profitto generato dalle aziende di erogazione (anche se è minimo), viene reinvestito sull’azienda stessa.

Gli elementi importanti sono le persone che condividono una finalità comune. Per esempio associazioni studentesche sportive ricreative. I soci versano delle quote che diventano patrimonio dell’associazione.

Le aziende di produzione (o consumo), invece, devono generare profitto. Per produzione si intende il processo economico attraverso il quale accrescono l’utilità del bene rispetto alla sua utilità prima della trasformazione. L’utilità di un bene non è mai costante, ma nel tempo può aumentare o diminuire.

La produzione contiene:

  • trasformazione di beni nel tempo (conservazione): rendere disponibile un bene anche quando naturalmente non dovrebbe essere disponibile;
  • trasformazione di beni nello spazio: rendere disponibile un bene in un luogo diverso da quello con cui è stato creato.

La differenza tra questi due tipi di aziende è proprio la loro finalità.

Aziende pubbliche e aziende private

Un’azienda privata è ideata da un imprenditore o da più soci e soddisfa indirettamente i bisogni umani per ricavare un profitto. Invece, un’azienda pubblica ha la finalità di garantire i servizi alla collettività. Rientrano in questa categoria lo Stato e tutti i discendenti, ad esempio l’ospedale.

Si parla, invece, di struttura convenzionata quando lo Stato non riesce a garantire a tutti i propri servizi e si affida ad aziende private.

Come capire se un’azienda è privata o pubblica?

Un’azienda è pubblica se il soggetto giuridico è pubblico. Un’azienda è privata se il soggetto giuridico e il soggetto economico sono privati.

Classificazione delle aziende di produzione

Le aziende di produzione possono essere classificate in diversi settori:

  • Primario: in questo settore ci sono tutte quelle aziende che non svolgono alcun processo di trasformazione. Ad esempio aziende di agricoltura e allevamento;
  • Secondario: in questo settore ci sono tutte le aziende industriali e artigianali che svolgono un processo di trasformazione;
  • Terziario: in questo settore ci sono tutte le aziende che rendono possibili le attività delle aziende secondarie e primarie. Ad esempio: trasporti, banche, ecc…

Processi di un’azienda di produzione

Nelle aziende di produzione bisogna distinguere quattro processi:

  1. Approvvigionamento dei fattori produttivi: per fattori produttivi si intende anche la forza lavoro. In questo caso l’imprenditore oltre a saper selezionare i propri lavoratori, deve essere in grado di gestirli al meglio nel corso del tempo (questo potrebbe avvenire tramite incentivi o aumento dello stipendio);
  2. Processo di produzione: trasformazione economica e accrescimento del valore;
  3. Commercializzazione del prodotto: questo può avvenire in modi diversi, ma sostanzialmente consiste nel collocare il proprio prodotto sul mercato;
  4. Processo di destinazione: se il risultato economico ottenuto è positivo, l’imprenditore può decidere se prelevare o reinvestire l’utile ottenuto.

Quando un’azienda si dice abbia successo

Un’impresa è competitiva nel mercato se costantemente investe per migliorare e innovare i propri prodotti rispetto agli altri imprenditori.

Per essere competitivi è necessario differenziarsi ed avere un prodotto di qualità. Secondo Porter esistono 5 forze economiche per essere competitivi:

  • concorrenti (imprese che operano nel nostro stesso settore). Un’elevata concorrenza di un settore, rende almeno inizialmente il successo di un’impresa quasi nullo. Più imprese ci sono, meno possibilità di crescita ci sono. La soluzione è la differenziazione;
  • fornitori, i quali potrebbero anche essere clienti;
  • clienti, insieme ai fornitori rappresentano gli stakeholder principali per un’azienda e hanno grande rilevanza nel successo di un’azienda. Sia perché sono loro a decidere il prezzo di un prodotto e sia perché sono loro a decidere i tempi di pagamento;
  • potenziale entrante: un soggetto che vede che le cose in un settore vanno bene e decide di fare impresa. Per entrare bisogna avere dei requisiti per superare le barriere di ingresso, le quali sono utili per limitare la concorrenza e regolare il mercato (ad esempio barriere doganali). Senza barriere chiunque può entrare nel mercato e proporre a bassi costi dei prodotti scadenti, con l’unico scopo di essere più competitivi di altri. Le barriere di ingresso sono stabilite dai concorrenti e i potenziali entranti devono rispettare uno standard;
  • beni sostitutivi: prodotti con qualità prezzo migliore;

Sottosistemi aziendali

Si tratta di componenti o parti specifiche in un’azienda che compiono determinate azioni. Eventualmente possono collaborare tra di loro.

  • Sottosistema organizzativo: per l’imprenditore organizzare un’azienda significa andare a procurarsi dei beni, forza lavoro e coordinazione per iniziare l’attività economica;
  • Sottosistema gestionale: questo sottosistema, di tipo qualitativo, descrive tutte le attività che l’imprenditore (o chi per lui) svolge all’interno dell’azienda. È necessario descriverle perché qualsiasi operazione dell’imprenditore deve essere registrata, e quindi tracciata nel tempo;
  • Sottosistema informativo contabile: si tratta di un sottosistema di tipo quantitativo. Associa un codice numerico al risultato prodotto dal sottosistema gestionale. L’imprenditore attribuisce ad ogni operazione gestionale un valore monetario per monitorare il guadagno dell’azienda. Attraverso questo procedimento è possibile stipulare il bilancio dell’azienda, ovvero quel documento dal quale si evincono tutte le operazioni dell’imprenditore che serve per documentare lo stato di salute di un’azienda.